Biografia
Gabriele Benedetti nasce a Roma nel 1984, l’infanzia si divide tra Italia e Danimarca con la mamma danese e il papà italiano. È il nipote rispettivamente di due importanti personalità dello sport e dell’arte. Pietro Benedetti, portiere dell’A.S. Roma dal 1946 al 1952 ed Emidio Antoci, pittore impressionista conosciuto internazionalmente per le sue opere in Danimarca e per “Il castello delle bambole” a Trastevere. Importanti omaggi cinematografici dell’Istituto Luce e del regista americano Adrian Brisco ne raccontano ampiamente il successo e il grande amore per la moglie Jytte Handlos Olsen. Famiglia danese con tre figli, che nelle parentesi italiane, raggiunge una importante visibilità televisiva, rappresentando nella trasmissione “Carosello”, la famiglia ideale, sponsorizzando i più importanti brand, dalla Coca Cola alla Barilla.
Il Dr Benedetti è affettivamente molto legato ad un “terzo” nonno acquisito, Sergio Astolfi, che considera un secondo papà.
Entrambi i genitori si dedicano per oltre quarant’anni alla chiesa e allo sport per i giovani. Nella Parrocchia romana della “Madonna della Salette” e poi nella “Basilica di San Pancrazio”.
Il papà Stefano Benedetti, Professore di Educazione Fisica, è anche una figura storica del Liceo Scientifico G.B. Morgagni, amato da tutti gli studenti per l’impegno dedicato allo sport dei giovani e alla lotta alla droga, salvando decine e decine di ragazzi.
La mamma Annamaria Antoci è sempre stata il punto di riferimento non soltanto professionale, ma anche personale. Forte e dolce allo stesso tempo, è la figura più importante nella vita del Dr Benedetti.
“È quando ti senti solo e in difficoltà, che realizzi che al mondo esiste soltanto una persona che non ti abbandonerà mai, la tua mamma”.
L’infanzia è serena e custodisce i ricordi più belli con la cugina danese Helene Hansen oggi responsabile di un importante staff medico a Copenhagen e la sorella Francesca Benedetti, nota e apprezzata Osteopata Pediatrica a Roma.
La passione per i giochi, dai Lego al Super Nintendo, lo hanno portato a conservare tanti piccoli giocattoli vintage che racchiudono indimenticabili momenti di felicità. Ancora oggi partecipa con gli amici più vicini ai tornei di “Magic The Gathering” e colleziona Puffi dagli anni 70 ai 90.
Dall’asilo e le elementari delle suore del Divino Amore, si passa alla Scuola Media Alessandro Manzoni e poi al Liceo Scientifico G.B. Morgagni. Le figure a cui è più legato sono la Maestra Marina e Suor Lorenzina dapprima e poi la Professoressa di Matematica e Scienze, Donatella Massotti.
Al liceo le materie preferite sono Inglese e Storia dell’Arte, che lo portano a sviluppare una forte amicizia con il Prof. Fabrizio Fantera e la Prof.ssa Cristina Costantini. Oggi con piccolo grande orgoglio, entrambi pazienti del Dottore.
Lo sport accompagna la vita di Gabriele Benedetti lungo tutti questi anni, dal nuoto alla corsa, dalla palestra al calcio.
È proprio lo sport, su suggerimento del papà Stefano, che lo incoraggia ad iscriversi al corso di Laurea in Scienze Motorie al Foro Italico di Roma. Qui scopre l’amore per l’anatomia e la fisiologia con il Prof. Maurizio Ripani, fino ad incontrare la figura che segnerà tutta la sua futura carriera, il Prof. Pier Paolo Mariani.
La mattina del 10 Luglio 2006, esattamente poche ore dopo che l’Italia vinse il Campionato del Mondo di Calcio, Gabriele Benedetti si presentò alle 7.30 di mattina nell’Aula Magna del Foro Italico, per sostenere l’ultimo esame prima della laurea, quello di Traumatologia Sportiva. Con l’unico imprevisto di aver festeggiato la Coppa del Mondo fino a due minuti prima, con tanto di tuffo nel “Fontanone” e maglietta di Francesco Totti.
Non proprio la maniera ideale di affrontare un esame importante con uno dei più grandi chirurghi al mondo.
Bussando alla porta, Gabriele ricorda l’eco dei rintocchi e la totale desolazione nei corridoi e nell’anfiteatro. Non c’era nessuno tra professori, assistenti e studenti. Tutti assorbiti dal festeggiamento collettivo della Nazione. Tutti, tranne uno. Il Professor Mariani.
Colui che aveva operato Totti a due mesi dal mondiale, permettendogli di giocare e alzare la coppa al cielo.
Intimorito, Gabriele aprì la porta e i suoi occhi videro l’immagine del Professore, da solo, con le gambe accavallate sulla cattedra a gustarsi un sigaro. E che con il solo gesto della mano, lo invitò a sedersi.
Il Dr. Benedetti racconta la scena come surreale, un misto tra confusione post mondiale e tensione pre-esame. E poi soltanto loro due, nessun altro. Nel totale silenzio rimbombante della grande aula, prendendo un po’ di coraggio, e stringendo lo scudetto della maglia di Totti, pronunciò una sola frase a indirizzo del Docente: “a Professò… Campioni del Mondo!”.
Al quale seguì un sorriso accennato del Professore che replicò con un secco “Daje! Facciamo st’esame”.
E fu un successo, con il trenta e lode e la storica domanda sul cerchiaggio chirurgico della rotula con i fili di Kirschner.
Dando uno sguardo al libretto con i voti degli altri esami, eccellenti nelle materie mediche, che il Professor Mariani suggerì ad un ragazzo laureando di 20 anni, di seguire un percorso di formazione sanitaria.
È grazie a lui che arrivarono la seconda laurea in Fisioterapia, presso La Sapienza e l’Ospedale San Camillo-Forlanini, e la terza, in Osteopatia.
12 anni di studi universitari, 93 esami che hanno rappresentato un percorso, una storia, ma soprattutto una grande base di insegnamenti, su cui fondare l’intera carriera del Dr. Gabriele Benedetti.
Una gavetta iniziata visitando nel salotto di mamma, e continuata negli anni, portandosi dietro un lettino pieghevole di casa in casa, visite gratis in palestra e collettivi nelle sale di ballo. Faticoso e non remunerativo, al punto di voler mollare più di una volta.
Ma poi arriva il primo piccolo studio medico nel quartiere di Monteverde Vecchio a Roma, con gli amici storici il Dr. Stefano Raffi e la Dott.ssa Onorina Mastroianni, Fisiogroup con il Dr. Francesco Pizzi, e quel primo piccolo successo del quartiere in cui sei cresciuto, che ti riconosce come un bravo professionista.
E poi il momento di fortuna, che possiamo chiamarlo il treno che passa e l’onda che va cavalcata. Prima YouTube e poi la televisione.
Oltre un milione di iscritti e 130 puntate in 10 anni di programmi medici, da “Buonasera Dottore” a “Il mio Medico”.
La Vallardi che offre il contratto per il primo libro che poi sarebbe diventato un best seller, prima italiano “La Schiena Felice”, poi mondiale “The Happy Back”.
E così si può riassumere la storia del Dr Benedetti, un ragazzo semplice, che ha inciampato tante volte nella vita, ma che poi ha raggiunto il traguardo, fare ciò che si ama.
Guarire un paziente da un’ernia del disco o salvare un bambino da una scoliosi chirurgica.
Nient’altro, una routine fatta di impegno e piccole soddisfazioni cliniche e umane.
Trasmettendo ai giovani, tutto quello che si è imparato durante questo lungo viaggio, non solo metaforizzando la vita, ma compiendo chilometri su chilometri con lo zainetto in spalla, alla scoperta della Cina, la Korea del Sud, Giappone, Filippine, Thailandia, Sri Lanka, studiando millenni di conoscenza con persone uniche, forgiate dal lavoro e dal sapere. Per poi fermarsi in India, e dare vita all’European Osteopathic Academy, e ritrovarsi a insegnare a New Delhi e Mumbai, a medici di ogni parte del mondo.
E scoprire religioni, tradizioni, usanze, amicizie.
Dall’India alla Spagna, con le lezioni a Barcellona, per poi tornare di nuovo in Asia.
Anni trascorsi ad insegnare all’estero e imparare le lingue, strumenti fondamentali che si comprendono quando si è più grandi.
E poi si torna in Italia, a Roma, a Trastevere. Uno studio medico creato con i migliori studenti selezionati in ogni corso, oggi già esperti e amici più che colleghi. Disponibili a viaggiare in ogni città per sostenere tutti i pazienti più lontani. E poi la famiglia, il matrimonio da anni con la moglie Annis Alvarez e la figlia Sofia. Il cane Buck, la scelta di vivere una vita privata nella natura non lontano dalla città, il rifiuto dello smartphone e il rifugio nei libri e nella lettura, quando la tecnologia moderna cerca di prendere il sopravvento.
Un grande riconoscimento dello Stato Italiano è stato conferito al Dr Gabriele Benedetti nel 2017 dal Sindaco di Firenze Dario Nardella con lo “Scudo d’Argento di San Martino” al valore civile e dalla regione Sardegna con la cittadinanza onoraria per il salvataggio di un bambino e tre persone nell’estate dello stesso anno nelle acque di Cala Sinzias, Cagliari.